Calderoli. Immigrati. Per la Cassazione chi è clandestino e non lascia il territorio commette un reato. Finalmente chiarezza. Ora i Giudici applichino la legge

18 dicembre - Chi non ha diritto a restare sul nostro territorio deve andarsene, altrimenti commette il reato di clandestinità. Lo ha ribadito, con una sentenza, la Corte di Cassazione accogliendo il ricorso con cui il procuratore generale della corte d'Appello di Venezia che aveva impugnato una serie di assoluzioni nei confronti un gruppo di marocchini irregolari che non avevano dato seguito all'ordine di allontanamento emesso nei loro confronti. Una pronuncia che serve a fare chiarezza, una volta per tutte, e obbligherà tutti quei magistrati, che finora avevano chiuso un occhio, ad applicare la legge per cui chi, terminato l'iter della sua domanda di accoglienza, viene giudicato un clandestino deve lasciare il nostro territorio oppure finire in carcere per il reato di clandestinità.
Solo in questo 2016 sono arrivati in Italia circa 180mila immigrati, di questi un migliaio appena sono siriani mentre la stragrande maggioranza arriva da Nigeria, Gambia, Costa d'Avorio, Senegal o Mali e non scappano da nessuna guerra. Di questi 180mila meno del 5% otterrà lo status di profugo e solo un 10% una forma di protezione umanitaria per ragioni di salute: tutti gli altri, ovvero oltre 150mila, saranno giudicati clandestini e dunque da espellere oppure, sulla base di questa sentenza, da mandare in galera per il reato di clandestinità.

Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord

 

 

 

 

 

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