Calderoli. Immigrati. Punire e rimpatriare quei minori che hanno sequestrato e minacciato di morte la garante per l'infanzia. Non deve passare il messaggio che in Italia si può fare di tutto

16 febbraio - Quanto accaduto ieri nel centro di accoglienza per immigrati minorenni in provincia di Bari, a Cassano delle Murge, è gravissimo e non può non portare a conseguenze: il gruppo di minori che ha sequestrato e minacciato di morte delle donne, tra cui la Garante per l'Infanzia, non può passarla liscia.

Semplicemente perché, se non venissero puniti adeguatamente, se non venissero espulsi e rimpatriati, daremmo l'ennesimo segnale sbagliato, di lassismo e di indulgenza, un segnale che non possiamo permetterci avendo avuto la bella pensata di munire tutti i 180mila richiedenti asilo ospitati di cellulari e connessioni internet in modo che possano scambiarsi continue informazioni sulla rete e sui social.
Dopo la rivolta, con presa di ostaggi, di un mese fa nel veneziano ora questa nuova rivolta: se non vengono assunti drastici provvedimenti nei confronti dei responsabili, anche se minorenni, se non li rispediamo a casa loro, lanciamo il segnale che in Italia si può fare tutto, anche minacciare di morte delle donne prese in ostaggio.
Stiamo attenti perché stiamo davvero giocando con il fuoco: 180mila persone di cui non sappiamo nulla sono un potenziale esercito nemico che bivacca in casa nostra ed è sempre in contatto con i social. Ma qualcuno se ne rende conto?
 
Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, Vice Presidente del Senato e Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord

 

 

 

 

 

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