Calderoli. Camicie Verdi. Stato riconosce di aver sbagliato risarcendo gli imputati assolti con una cifra simbolica

03 maggio - Forse oggi possiamo davvero dire che giustizia è fatta, anche se la giustizia ha impiegato vent'anni per fare il suo corso e questo non lo possiamo accettare. In ogni caso oggi sono felice che la lunga odissea giudiziaria dei 34 cittadini 'eternamente imputati' nel ventennale processo sulle ‘camicie verdi’, dopo un anno dall'assoluzione di tutti gli imputati, si sia conclusa con un formale atto di scuse da parte dello Stato che ha riconosciuto un risarcimento di 7.360 euro, un risarcimento che definirei simbolico, ad ognuno degli imputati che ha presentato domanda di richiesta danni al ministero della Giustizia per l'evidente ingiustizia subita in questi due decenni di questo processo, così lungo, impegnativo e costoso. Un processo che non avrebbe mai dovuto neppure iniziare, trattandosi solo di opinioni liberamente espresse, senza che mai ci fosse stato un singolo atto di violenza o prevaricazione, un processo alle idee che si è trascinato per vent’anni e questo rappresenta una sconfitta per la giustizia italiana, che ha tenuto per quasi vent’anni questi 34 uomini in ostaggio di un processo basato sul nulla e oggi li risarcisce con una cifra simbolica. Un'ultima domanda: ma quanto è costato tra indagini, intercettazioni, perquisizioni, fase processuale ecc ecc questo maxi processo basato sul nulla? Chi rimborserà lo Stato per tutti questi quattrini gettati inutilmente per vent'anni?

Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord

 

 

 

 

 

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