Rai: Crosio (Ln), quanto ci costa propaganda europeista di governo?

Roma, 8 mag. - "Palinsesti stravolti per raccontare quanto sia bella e vantaggiosa questa Europa, trasmissioni celebrative dell'Ue per la festa del 9 maggio e spot europeisti al posto della pubblicità con relativi mancati introiti. Quanto viene a costare ai cittadini la propaganda di Stato pro Europa? Questa non è tv pubblica ma è vera e propria propaganda di governo che non tiene conto dei diversi aspetti che connotano la partecipazione dell'Italia all'Unione Europea, compresi, quelli negativi, e di tutti quegli schieramenti politici euro-scettici. Un lavaggio del cervello che da un mese a questa parte va regolarmente in onda tra Trattati di Roma e spot che mettono in evidenza esclusivamente gli aspetti positivi dell'Ue e l'importanza per l'Italia di farne parte. A tutto questo aggiungiamo l'assurdo cambio di palinsesto per bombardarci domani e nei prossimi giorni con l'inutile festa dell'Europa. L'ennesima pagliacciata per cercare miseramente di convincere i cittadini che tutto va bene. Questo non è un servizio pubblico. Per questo ho presentato un'interrogazione per conoscere i costi di produzione di tale spot e se questo sia stato prodotto con soldi pubblici, derivanti dal pagamento del canone di tutti i cittadini. Chiediamo, inoltre, chiarimenti alla Direzione sull'inopportunità di dedicare così rilevante tempo a trasmissioni, programmi e spot europeisti, in palese contrasto con quanto previsto dal contratto di servizio, rappresentando così solo una parte della cittadinanza e una parte delle forze politiche".
 
Così Jonny Crosio, senatore della Lega Nord e membro della commissione di vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

2 per mille

 

 

 

 

 

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