Simonetti: il governo tace su opzione donna

Roma, 8 Settembre - "Le nate nell'ultimo trimestre '57 o '58 (a seconda se lavoratrici dipendenti o autonome) attendono una risposta sulla possibilità di accedere o meno al regime cosiddetto "opzione donna" ma il Governo ancora tace ad un mese dal varo della manovra economica per il prossimo anno".

Così il deputato Roberto Simonetti, capogruppo Lega Nord in Commissione Lavoro. 

"Con la solita motivazione delle risorse insufficienti - spiega Simonetti- il Governo ha risolto solo

parzialmente il caos creato dall'Inps, che interpretando in maniera restrittiva la legge Maroni aveva di fatto ridotto di un anno il regime sperimentale di accesso alla pensione con almeno 35 anni di contributi e 57 di età (58 se autonome), calcolata interamente col  contributivo. Sono rimaste escluse, infatti, le nate nell'ultimo trimestre a cause dell'incremento dei tre mesi dell'aspettativa di vita."

Ricorda il parlamentare leghista che "per sanare questa disparità di trattamento tra nate nello stesso anno solare ma in trimestri diversi e, al contempo, valutare la possibilità di prorogare al 2018 la sperimentazione del regime opzione donna, abbiamo inserito nella scorsa legge di stabilità il cosiddetto "contatore", cioe un monitoraggio a consuntivo delle risorse impiegate e di quelle avanzate."

 Simonetti denuncia che "a oggi il Governo non ha ancora fatto sapere a quanto ammonti l'eventuale avanzo e se abbia intenzione di destinarlo alla proroga dell'opzione donna oppure, come noi della Lega temiamo, intenda incamerarlo per altri interventi come fatto in passato con le risorse stanziate per gli esodati." Perciò ha presentato un'interrogazione a Poletti.

 

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