Calderoli. Referendum. Mattarella valuti se ambasciatore Phillips e’ ancora persona gradita dopo questa interferenza nella nostra politica interna

13 settembre - Prima Confindustria, poi i banchieri, quindi Marchionne e John Elkann, adesso l’ambasciatore americano, in ‘quota Obama’, Phillips: tutti i poteri forti sono usciti allo scoperto dichiarando il loro sostegno per il SI al referendum sulla pessima riforma costituzionale Renzi-Boschi.
Un SI scontato il loro, visto il loro aperto sostegno al Governo Renzi che non si permettono di criticare nemmeno nel giorno in cui il ministro Padoan è costretto ad ammettere che avevano sbagliato le previsioni sulla crescita, che è ferma, e sul Pil, che dovranno rivedere al ribasso nel prossimo DEF.

Detto questo l’intervento dell’ambasciatore Phillips, con quella velata minaccia per cui la vittoria del No ‘rappresenterebbe un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia’, si profila come un’indebita e grave interferenza da parte di un’amministrazione straniera, in questo caso quella statunitense, in questioni interne di politica italiana.
Ci domandiamo se, alla luce di questo intervento, non si configuri anche una situazione per cui, applicando l’articolo 9 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, il presidente Mattarella possa dichiarare questo diplomatico persona non gradita e farlo richiamare in patria, dove potrebbe aiutare la Clinton nella sua campagna elettorale, come del resto ha fatto quattro anni fa con Obama, di cui, tra l’altro, è stato uno dei più munifici finanziatori nella sua corsa alla rielezione alla Casa Bianca…

Già che siamo ricordiamo al presidente Mattarella he non può dimenticarsi dell’articolo 1 della Costituzione, che dice che ‘la sovranità appartiene al popolo’ e pertanto l’unico che potrà esprimersi sulla riforma costituzionale sarà il popolo italiano, cosa che deve dispiacere a Renzi visto che ancora non si è preoccupato di fissare la data per il referendum…

 

 

Lo afferma il sen. Roberto Calderoli, Vice Presidente del Senato e Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord

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